sabato 9 agosto 2014

Allora, accidenti, forse anch’io odio il femminismo? di Marta Equi

Qualche giorno fa un’amica ha portato alla mia attenzione un contenuto pubblicato su repubblica.it[1]: women against feminism, cioè donne contro il femminismo,  una serie di fotografie che mostrano donne che sorreggono un foglio con qualche riga che in maniera coincisa spiega perché loro non hanno bisogno del femminismo, o odiano il femminismo o lo vogliono proprio mandare a quel paese (fuck feminism! si legge su uno dei biglietti).
Questo non è un articolo. Non c’è contesto, spiegazione, nulla. Solo uno slideshow. E quindi? Cosa ci vuole dire la o il giornalista che ha pensato che il giornale sarebbe stato arricchito da tale contenuto? Che supporto conoscitivo dà ai lettori?
Ipotizzo che queste foto siano in riposta all’iniziativa americana Who Needs Feminism?, lanciata qualche anno fa da un gruppo di donne della Duke University. Il progetto consiste in una campagna di comunicazione che mostra fotografie di persone che affermano perché loro hanno bisogno del femminismo. L’idea, semplice e replicabile, si è espansa, per esempio in altri blog o in altre università, come Cambridge o Oxford.
Finita la premessa.
Leggendo le frasi delle donne di I don’t need feminism la prima cosa che ho provato è stata dispiacere e disagio. Che peccato che delle donne dicano che non hanno bisogno del femminismo- non sanno cosa si perdono- ho pensato.
Poi, con calma, ho riletto. Ecco alcune delle argomentazioni:
Non ho bisogno del femminismo perché:
… sono una casalinga  e non voglio essere discriminata per questo
… non odio gli uomini
… non ho bisogno di protezione / non sono una vittima



… non mi interessano i diritti di una categoria come le donne ma di tutti gli essere umani

… e poi uno che mi ha particolarmente colpita: I don’t want to be enslaved to a company, cioè non voglio essere schiava / schiavizzata da una azienda.

Cavolo mi sono detta, io non odio gli uomini, sono certamente un’umanista, non mi sento una vittima, e soprattutto non voglio essere schiavizzata da un’azienda!

Voglio essere libera, pensante e felice.

Allora, accidenti, forse anch’io odio il femminismo?

No, affatto. Il disprezzo che questi messaggi portano con sé è, infatti, indirizzato a un femminismo come arriva a molti, presente per esempio anche nei mass media attraverso luoghi comuni pericolosi perché lontani dalla voce viva e vera del femminismo e pericolosi perché, come visto, possono causare un allontanamento delle donne stesse dal mondo che questa parola porta con sé.

Ma di ben altro si tratta a mio avviso quando diciamo “femminismo”. Di qualcosa scoperto e praticato da donne negli anni ’60 alle quali sono profondamente grata.

Io questa parola la nomino come se fosse una formula magica, che ha elementi storici spiegabili, pensieri e pratiche vivi e visibili, e poi un angolino di mistero e gioia che non so spiegare, ma che esiste.

Ed ecco a cosa mi riferisco:

http://libreriadelledonnedimilano.tumblr.com/

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