giovedì 28 agosto 2014

Chiudete sotto chiave le vostre figlie: è Italian Style!

L’Italia resta ancorata agli indici più bassi per quanto riguarda il riempimento del gap di genere. E’ tutto parte di una cultura tutta italiana dove le questioni di genere non vengono affrontate poiché percepite “di poco conto”. Perché pensare al fatto che esistano cose piu importanti soprattutto se si tratta di cose di genere, come la recente bocciatura della legge che “depenalizza” l’obbligo del cognome paterno è tutta una storia italiana.
Pare che nemmeno le questioni che riguardano la rappresentazione delle donne nei media interessino molto il Governo. Non sono infatti previsti in alcuna agenda né una legge per vietare il sessismo nei mezzi di comunicazione né uno strumento di protezione dai messaggi sessisti che senza la sua istituzione è difficile che vengano contrastati.
C’è da chiedersi come si potrebbero affrontare situazioni come la decisione di Italian Style un negozio online, scoperto da alcune utenti navigando su facebook, che ha messo in vendita questo articolo per bambini molto piccoli presente in pagina da molti mesi, accompagnata sempre da commenti positivi e numerosi like.
Vuole essere divertente? Ironica? Simpatica?
Cosa vuole rappresentare questa sorta di “battuta” simile messa sulla T-shirt di un neonato che a causa della sua età non è nemmeno a conoscenza del suo futuro orientamento sessuale?
Eh già perché l’eterosessualità “forzata” è un indicatore della mascolinità stereotipata, alpha. Ascrivere già un orientamento sessuale al proprio piccolo non è un segno di sessualizzazione precoce? Quante volte abbiamo parlato di questo problema recente che si annida nei prodotti per l’infanzia?
A rafforzare il messaggio sessista è la contrapposizione sessualità etero maschile/sessualità etero femminile. Le femminucce devono essere tenute sotto chiave in quanto la propria attività sessuale rappresenta una minaccia per la comunità, una sorta di violazione dell’onore familiare tutto vissuto in chiave moderna dai toni burleschi.
Il messaggio non ha nulla di ironico vista la recente abrogazione della legge che prevedeva il delitto d’onore e il matrimonio riparatore in italia e visti gli stereotipi ancora attuali circa la sessualità femminile pensata sempre come passiva e rappresentata in modo negativo perciò se una ragazza ha avuto molti partner è una puttana, mentre un ragazzo con lo stesso comportamento viene sempre etichettato positivamente: latin lover, sciupafemmine, playboy, macho, ruba cuori ecc….
Tutto ciò a causa di una mentalità maschilista che vede le femmine come degli esseri inferiori da legare ad un solo uomo che le controlli, le possieda e che le renda madri e mogli sottomesse. La concezione del corpo femminile come territorio da marcare, comea mera proprietà maschile. La paura che le figlie incorrano in una gravidanza indesiderata deresponsabilizzando l’uomo e ignorando l’esistenza dei contraccettivi e dell’uso attivo che possa farne la donna.
Credo che la maglietta si rimandi a questa cultura, se ne riappropri.
Le femmine vanno controllate, tenute sotto chiave fin quando non verranno date come mogli. Mi viene da pensare a quei padri di oggi che si dichiarano ancora orgogliosi di avere figlie illibate (o presunte tali) o quei genitori che sono contenti che le loro figlie si sono sposate a 19 anni con già due bambini dal loro attuale marito piuttosto che aver fatto le troie in giro ed essere rimaste incinte in discoteca da uno sconosciuto (detto da una signora che conosco).
Come quella signora che una volta elogiava il figlio per tutte le belle ragazze che ha avuto e poi proibiva alla figlia undicenne di giocare con i suoi amici maschi. E’ italian style che ci vuoi fare?
E se le “figlie da tenere sotto chiave” fossero invece lesbiche a cui non interessa di essere “rubate” dal macho di turno?
Chi ha ideato questa maglietta non si è reso conto quanto questo messaggio possa essere pericoloso e discriminante? Ponendo le ragazze, in quanto femmine, su un gradino in basso, da mettere sotto chiave ossia da privare della propria libertà in quanto percepite come passive e come deboli o ancora meglio come esseri inferiori. Un messaggio non meno violento e discriminante di quello lanciato recentemente dalla ditta Pakkiano dove una donna bianca si toglie il niqab e dichiara di essere ancora vergine per sfuggire alla lapidazione da parte di uomini vestiti in costumi arabi.
Mettere sotto chiave una ragazza cosa può significare?
Può significare molte cose tranne che cose che generano ilarità se pensiamo che le fatiche delle nonne per eliminare l’oppressione patriarcale in Italia non risalgono a molto tempo fa.
Non è passato molto tempo da quando alle ragazze veniva proibito di studiare, lavorare o dovevano consultare la propria famiglia prima di allacciare una relazione con un uomo se non finiva vittima di un matrimonio riparatore o combinato. Da quando le donne venivano tenute sottochiave nel vero senso della parola alle quali veniva vietato di uscire di casa alla sera tutto in nome del controllo che la società esercitava sui nostri corpi.
Non a caso è anche grazie all’introduzione dei contraccettivi femminili moderni (che si affiancarono alle lotte femminili e alla rivoluzione sessuale) se le ragazze fecero ingresso nel mercato del lavoro, ebbero più accesso agli studi e se si attenuò la nostra segregazione e distanza fisica con l’altro sesso.
A me fa il mal di stomaco pensare che una madre di un figlio che si raccomanda che da grande collezioni donne come farfalle consigli alle altre madri di tenere le figlie sotto chiave. E offensivo, retrogrado e discriminante su questo non ci piove.
Eppure tutti i giornali ci informano ogni giorno di come è la situazione delle donne nei paesi in cui vengono tenute sottochiave. L’ultima è la triste storia di una bambina di 10 anni stuprata da un mullah in moschea che rischia di essere ammazzata dai genitori per onore.
Il fatto è accaduto in Afghanistan e la bambina ha riportato gravissime ferite dopo lo stupro.
Per me essere tenuta sottochiave significa questo, significa privare alle donne della libertà di scegliere. Perché donne. Limitarle della possibilità di lavorare, studiare ecc…
Ma non allontaniamoci molto dall’Italia di oggi. Ogni due giorni una donna viene uccisa per mano del proprio partner. I motivi sono sempre gli stessi: lei ha deciso. Ha detto basta, si è ribellata o ha interrotto una relazione. O si è opposta ad un rapporto sessuale indesiderato.
In un Italia in cui resistono discriminazioni e pregiudizi di genere, come possiamo definire ironica una maglietta simile? Soprattutto se è indirizzata a bambini così piccoli, età in cui si cominciano a formare pregiudizi e modi di pensare sbagliati a causa del sessismo presente ovunque senza essere contrastato da nessuna istituzione che invece si oppone ad introdurre programmi scolastici dedicati alla parità di genere e all’educazione sessuale.
I bambini cominciano presto a formarsi dei pregiudizi e stereotipi. Pensiamo al documentario realizzato da Alessandra Ghimenti “ma il cielo è sempre più blu” in cui si mostrava appunto la tendenza dei bambini ad avere già precocemente degli atteggiamenti e giudizi stereotipate.
Proprio ieri in spiaggia sentivo un bimbo raccontare di un bambino di cinque anni che alla vista di una adolescente ha chiesto al padre di comprarla o caricarla in auto per baciarla lui e il figlio!!
Sono rimasta colpita dal fatto che un bambino di 5 anni abbia già maturato l’idea di donna come oggetto sessuale passivo e senza consenso apprendendo un modello così stereotipato di virilità.
Tornando all’italian style ho visitato il sito. Ovviamente non mancano altri stereotipi: bodysuit-io-amo-il-mio-papabody-attenzione-mamma-gelosa
Le femmine appartengono al papà, i maschi alla mamma. Non manca la serie principesse e supereroi (e ovviamente le mamme sono super mamme non supereroi): body-personalizzabile-principessa-di-papa bodino-il-mio-papa-e-un-super-eroe
Poi ci sono quelle tutine che “giocano” sull’incapacità degli uomini di occuparsi dei bambini, bambini latin lover e bambine principesse in cerca di principi azzurri: bodino-bimba-principe-azzurro un giorno incontrerò un principe, ma il vero re è il mio papà
Ovviamente non manca l’idea della femmina sottomessa ad un padre o marito che comanda. Perche si sa, le femmine sono come principesse che vanno rinchiuse in alto alla torre finché non giunga un principe azzurro a salvarle!
E non manca nemmeno lo stereotipo del padre incapace a badare i bambini. Per nulla ironico in un paese dove pochi padri si occupano della cura dei figli! a causa di stereotipi che relegano quest’occupazione a “cosa da donne”.
bodi-neonato-ce-la-puoi-fare-papa

 E vissero felici e contenti e ovviamente tutti etero per forza secondo l’italian style.

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