venerdì 25 maggio 2018

“Troppi obiettori? Tornano gli aborti clandestini” FLAVIA AMABILE

A quarant’anni dall’approvazione della legge 194 il bilancio di Silvana Agatone, presidente della Laiga, è negativo: il 40% degli ospedali è fuori dalla legge ufficialmente. Molti di più lo sono in modo non ufficiale e sono sempre di meno le donne che possono abortire alla luce del sole
Silvana Agatone, presidente della Laiga , l’associazione che riunisce i medici non obiettori, quarant’anni dopo l’introduzione dell’aborto le interruzioni di gravidanza stanno diminuendo. Vuol dire che la legge funziona? 

«E’ il contrario. Vuol dire che non stiamo capendo nulla di quello che sta effettivamente accadendo. Partiamo dalla relazione che ogni anno il ministero presenta al Parlamento. Come si realizza? Ogni volta che noi medici effettuiamo un’interruzione di gravidanza riempiamo una scheda che viene inviata all’Istituto di Sanità e poi al ministero. Contando tutte le schede si ottengono i dati della relazione. Che cosa viene indagato, quindi, del fenomeno aborto? Pensiamo a quello che è accaduto a Trapani dove di recente è andato in pensione l’unico medico non obiettore che effettuava 80 aborti al mese. Non è stato sostituito, quindi scomparse le schede, scompaiono anche gli aborti. In questo modo a Trapani c’è un calo di 80 interruzioni di gravidanza al mese e il Ministero può sentirsi autorizzato a sostenere che la città può andare avanti anche senza un medico non-obiettore. Lo stesso accade a livello nazionale: il Ministero ne approfitta per affermare che il numero di aborti sta calando e che quindi tutto va bene anche se diminuiscono i non obiettori. La realtà va letta al contrario. Il numero degli obiettori diminuisce e quindi diminuisce il numero degli aborti fatti alla luce del sole e nessuno sa quanti invece vengono effettuati di nuovo in modo clandestino. Nessuno sa quante donne chiedono di effettuare l’aborto quindi la relazione non è valida dal punto di vista scientifico».

Qual è stato il calo dei medici non obiettori nel corso di questi anni? 

«Nel 2005 la percentuale degli obiettori in Italia era poco più della metà, il 58%. Nel 2016 era salita al 71% ed è in continuo aumento insieme con i numerosi tentativi di abuso dell’obiezione da parte di analisti, cardiologi, e ora anche gli infermieri. Tutti provano a dire al medico: ’dottò, io so’ obiettore!’. In realtà nessuno di loro provoca direttamente l’aborto durante il loro lavoro , dunque abusano di un diritto ostacolando il lavoro del povero ginecologo non obiettore che spesso è da solo in ospedale a effettuare l’interruzione. Persino durante un’emergenza, prima di convincerli che potrebbero esserci gravi problemi creati dal rallentamento del soccorso, si perde tempo che può essere molto prezioso». 

Questo vuol dire lavorare in condizioni molto diverse da quelle previste dalla legge 194. 

«Secondo la legge 194 esistono due tipi di interruzione di gravidanza. La prima va effettuata nei primi novanta giorni ed è riconosciuta sulla base di una richiesta motivata della donna. Dopo il novantesimo giorno è possibile solo in caso di precise condizioni di grave pericolo. Per il primo tipo di aborto gli ospedali di buona volontà stabiliscono degli appuntamenti e possono far fronte alle richieste anche assumendo ginecologi esterni a gettone pagati dai contribuenti. Nel caso dell’aborto terapeutico, effettuato dopo il novantesimo giorno, la donna va ricoverata in un reparto di ginecologia e va seguita da un medico non obiettore interno all’ospedale. Questi medici sono ormai pochissimi e quasi tutti in età pensionabile. Nel Lazio siamo rimasti in 7, solo a Roma. Nelle altre province non c’è nessuno. Eppure l’articolo 9 della legge prevede che gli enti ospedalieri debbano offrire entrambi i tipi di servizio». 

In quanti ospedali non è possibile effettuare un’interruzione di gravidanza? 

«Secondo l’ultimo rapporto del ministero gli ospedali che offrono il servizio di Ivg sono il 60%, Non si specifica però se offrono entrambi i servizi. Noi che siamo all’interno sappiamo che di questo 60% solo una minima parte offre la possibilità di effettuare anche l’aborto terapeutico. Questo vuol dire che il 40% degli ospedali italiani è ufficialmente fuori legge ma in realtà le strutture che operano senza rispettare la 194 sono molte di più e sono in continuo aumento negli anni».

Da anni si denuncia questa situazione ma non accade nulla. 

«C’è stato un primo ricorso contro il governo vinto l’8 marzo 2014. Subito dopo Laiga e Cgil insieme hanno proposto un secondo ricorso contro il governo. Anche in questo caso il governo è stato sconfitto: il Ministero ne è risultato di sicuro infastidito ma non ha preso alcun provvedimento serio». 

C’è speranza che qualcosa cambi con l’arrivo di una nuova generazione di medici? 

«Non molta. I medici non obiettori stanno andando tutti in pensione ma nelle scuole di specializzazione dove si stanno formando i nuovi ginecologi quasi mai esiste il servizio di Ivg. A Roma ci sono 4 scuole, solo in una c’è il servizio di Ivg,. La 194 è una splendida legge ma nessuno si preoccupa del fatto che non venga applicata. Anzi. Sembra che non interessi affatto che sia applicata». 

C’è una soluzione? 

«Ci vorrebbe invece un bilanciamento dei diritti. Bisogna tutelare il diritto all’obiezione ma anche il diritto previsto dall’articolo 9 di avere la possibilità di effettuare l’Ivg in tutti gli ospedali. L’equilibrio sarebbe arrivare a un’obiezione del 50% e non del 71% come avviene oggi».

Secondo il Movimento Pro-vita l’aborto provoca gravi complicazioni fisiche nelle donne e aumenta il rischio di tumore alla mammella. 

«Sono solo bugie, non esistono evidenze scientifiche. La rivista The Lancet ha pubblicato uno studio basato su 13 anni di ricerche dal quale risulta che l’aborto è una delle principali cause di mortalità tra le partorienti ma solo senza le adeguate condizioni di sicurezza. Andrebbe quindi incentivato l’uso della Ivg all’interno della legge 194 invece di favorire il contrario». 
http://www.lastampa.it/2018/05/22/italia/troppi-obiettori-tornano-gli-aborti-clandestini-2oaOfmycta2YBmipxwDBRJ/pagina.html

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