mercoledì 7 dicembre 2016

Serena Williams, il manifesto femminista della pasionaria: «Io, il miglior tennista di sempre» di Gaia Piccardi

In una lettera aperta a tutte le donne, l’ex numero uno rivendica con orgoglio il diritto ai premi uguali agli uomini e alla parità di genere. Prove generali di un futuro in politica

La pasionaria ha colpito ancora. Con la grinta con cui ha messo in cascina 22 titoli Slam (ma promette di cercare di vincerne 30 entro la fine della carriera: il record, già mostruoso così com’è, diventerebbe disumano da battere). Con l’orgoglio con cui, da gennaio, ripartendo da quell’Australian Open che si è già annessa sei volte, proverà a strappare dalle grinfie della tedesca Angelique Kerber lo scettro di numero uno del ranking mondiale, il simbolo del potere tennistico che le è appartenuto per 309 settimane in totale. A compendio di una stagione dolceamara — trionfo a Wimbledon ma clamorosi scivoloni a Melbourne, a Parigi e ai Giochi di Rio —, Serena Williams ha scritto una lettera aperta al «Porter Magazine Incredible Women 2016 Issue», ripresa dal sito della Wta (l’associazione delle tenniste professioniste) e rimbalzata ai quattro angoli del web. Un vero e proprio manifesto della pasionaria del tennis, sempre pronta a battersi per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Un passo che fa di Serena, più di quanto già non lo fosse, un esempio da seguire per le donne afroamericane e non.

Lottate per l’eccellenza
«A tutte le incredibili donne che lottano per l’eccellenza» è l’incipit. «Da bambina avevo un sogno, come sono certa lo abbiate voi: diventare il miglior giocatore di tennis del mondo. Non la miglior giocatrice femmina, il miglior giocatore». Punto. Senza distinzione di sesso. «La mia battaglia è cominciata quando avevo tre anni; da allora non mi sono più fermata». Benché Serena, partita dal ghetto nero di Compton (Los Angeles) insieme alla sorella Venus, abbia raggiunto la vetta dello sport professionistico a suon di risultati, non sembra soddisfatta. «Purtroppo troppo spesso — sottolinea —, noi ragazze non siamo supportate e veniamo scoraggiate dal seguire il cammino che abbiamo scelto. Insieme, però, possiamo cambiare tutto questo. È una questione di resilienza: ciò che era considerato un ostacolo verso il successo, il mio sesso e la mia razza, è diventato un motore per inseguire ciò che voglio dalla vita. Non ho mai permesso che niente e nessuno definissero me e il mio potenziale. Ho scelto di controllare il mio futuro».

Il tema dei soldi? Frustrante
Il tema dei prize money dei tornei pari agli uomini. La polemica tra tennisti e tenniste era riesplosa quest’anno a Indian Wells. Serena non usa giri di parole: «Il discorso sui premi, ogni volta che si ripropone, è frustrante. Il lavoro che ho sostenuto e i sacrifici che ho fatto sono esattamente gli stessi degli uomini. Non vorrei mai che, per lo stesso lavoro, mia figlia venisse retribuita meno di mio figlio. E so che non lo volete nemmeno voi. Sulla strada per il successo a noi donne viene spesso rimproverato di non essere uomini. Come se fosse un difetto! A Roger Federer, Tiger Woods, LeBron James non viene continuamente ricordato che sono maschi. Io credo che noi donne dovremmo essere valutate per i nostri risultati, non per il nostro sesso».

Messaggio alle giovani
E infine il messaggio per le giovani: «Spero che la mia storia vi ispirerà a inseguire la grandezza e l’ottenimento dei vostri sogni. Continuate a sognare in grande: solo così la prossima generazione di donne troverà il coraggio di realizzare i propri».
Firmato Serena Williams. Un futuro in politica assicurato.
http://www.corriere.it/sport/16_dicembre_02/serena-williams-manifesto-femminista-pasionaria-io-miglior-tennista-sempre-fde89d8e-b86f-11e6-886d-3196d477f919.shtml

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