sabato 22 febbraio 2014

Otto ministre, la metà dell'Esecutivo. Ma per l'altra metà del cielo non è stato facile conquistare uno spazio nei Governi.


Nella storia repubblicana dal 1951, quando spunta la prima sottosegretaria, si è dovuti arrivare al 1976 per vedere una donna titolare di un ministero. È Tina Anselmi, al vertice del ministero del Lavoro. Agli albori della Repubblica, ma anche per tanti anni dopo, una donna nel Governo sembrava una meta irraggiungibile. E a una donna premier o presidente della Repubblica non si è ancora giunti.
Nel 1951 la prima sottosegretaria
Solo nel 1951, nel settimo governo De Gasperi, Angela Maria Guidi Cingolani diventa sottosegretario all'Industria con delega all'artigianato. Per ritrovare una donna come sottosegretario bisognerà aspettare il governo Scelba. È il 1954 e arriva Maria Jervolino, nominata sottosegretario alla Pubblica istruzione. Poi altre donne si affacciano negli esecutivi, sempre come sottosegretari. Nel 1968 per la prima volta le donne sono tre: Maria Badaloni, sottosegretario alla Pubblica istruzione, Emanuela Savio, sottosegretario all'Industria e Maria Cocco, sottosegretario alla Sanità nell'esecutivo di Giovanni Leone.
Anno 1974: Tina Anselmi è la prima ministra
Nel 1974 Tina Anselmi ricopre la carica di sottosegretario al Lavoro e sarà anche nel quarto e quinto governo Moro, sempre come sottosegretario. E sarà proprio Tina Anselmi nel 1976 a diventare il primo ministro donna della storia della Repubblica. È al vertice del ministero del Lavoro del terzo governo Andreotti. Sarà invece ministro della Sanità nei due governi successivi, il quarto di Andreotti nel 1978 e l'anno seguente Andreotti V. Un nuovo stop di tre anni e poi arriva un'altra donna alla guida di un ministero. È il 1982 e Franca Falcucci, nel quinto governo Fanfani, diventa ministro della Pubblica istruzione (era stata sottosegretario nello stesso dicastero negli otto governi precedenti). Franca Falcucci resterà al vertice del ministero della Pubblica istruzione anche nei tre governi successivi (due guidati da Bettino Craxi e uno da Amintore Fanfani).
Due donne nel Governo nel 1988: Rosa Russo Jervolino e Vincenza Bono Parrini
Poi è la volta di Rosa Russo Jervolino, che nel governo Goria del 1987 è la sola donna ministro, alla guida degli Affari sociali. Stesso incarico nel 1988, nel successivo governo di Ciriaco De Mita, il primo con due ministre: Iervolino e Vincenza Bono Parrino ai Beni culturali. Nel sesto governo Andreotti, Iervolino è sempre ministro agli Affari sociali, poi nel 1991 prende l'interim al Lavoro in sostituzione di Carlo Donat Cattin, scomparso nel marzo dello stesso anno. Iervolino è anche ministro nel settimo governo Andreotti (1991) agli Affari sociali e nel primo governo Amato (1992), al vertice della Pubblica istruzione. Accanto a lei c'è Margherita Boniver, ministro per gli Italiani all'estero e l'immigrazione con Andreotti, e ministro del Turismo con Amato.
Tris di donne solo nel 1993
Bisogna attendere il 1993,con il premier Carlo Azeglio Ciampi per avere tre donne nella compagine governativa: Fernanda Contri agli Affari sociali, Rosa Russo Iervolino alla Pubblica istruzione e Mariapia Garavaglia alla Sanità. Una marcia, quella delle donne nell'esecutivo che affronta una pausa con il primo governo Berlusconi, nel 1994, che ha un solo ministro donna: Adriana Poli Bortone alle Risorse agricole. Anche nel governo Dini del 1995 una sola donna, Susanna Agnelli, al vertice della Farnesina. Tornano a quota tre le ministre nel primo governo di Romano Prodi, nel 1996: Anna Finocchiaro alle Pari opportunità, Livia Turco alla Solidarietà sociale e Rosy Bindi alla Sanità.
Con il primo governo D'Alema le donne arrivano a sei: è il 1998
È il primo governo D'Alema a raddoppiare il numero delle donne (diventano sei): siamo nel 1998. E per la prima volta un importante dicastero come quello del Viminale viene affidato a una donna, Rosa Russo Iervolino. Sempre sei le ministre nel secondo esecutivo D'Alema del 1999. Poi con il secondo governo Amato (2000) le ministre scendono da 6 a 4. Solo 2 donne, poi, nei governi Berlusconi II e III. Le ministre ritornano a quota sei nel secondo governo Prodi. Nel quarto ed ultimo governo del cavaliere le ministre sono 5 su 24. Nell'esecutivo dei tecnici guidato da Mario Monti sono, invece, tre 3: Anna Maria Cancellieri all'Interno, Paola Severino alla Giustizia ed Elsa Fornero al Lavoro.
Per la prima volta con Letta sette donne ai vertici di ministeri
Enrico Letta per la prima volta porta nell'Esecutivo sette donne (su 21 ministri) e il primo ministro di colore della storia italiana, Cecile Kyenge al neonato ministero dell'Integrazione.
Metà dell'Esecutivo è "in rosa" nel governo Renzi
Un record ora battuto dall'esecutivo Renzi che schiera otto donne su 16 ministri. Nella squadra ci sono Maria Elena Boschi, Stefania Giannini, Federica Guidi, Maria Carmela Lanzetta, Beatrice Lorenzin, Marianna Madia, Federica Mogherini, Roberta Pinotti. Fra i record Roberta Pinotti è il primo ministro della Difesa donna nel nostro Paese. Una novità salutata positivamente anche dall'Osservatore Romano. Il governo Renzi, si legge, «si caratterizza per la novità molto positiva della presenza, su sedici ministri, di otto donne». L'età media del Governo Renzi è di 47 anni, quella delle donne ministro è di 44 anni.

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